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Accordo AST, De Luca replica a Prisco

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"Dal Governo inaccettabile scaricabarile. Il MEF sieda al tavolo per anticipare gli impegni sull'energia

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Ultimo aggiornamento: 17/09/2026

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Nota dell'assessore regionale Thomas De Luca

(Aun) - Perugia 13 sett. 2026 - "Ringrazio il Sottosegretario Emanuele Prisco, che nel maldestro tentativo di lavarsene le mani ha chiarito contestualmente due cose: che il merito di aver concluso l’Accordo di Programma sulle acciaierie di Terni è da attribuirsi alla Regione Umbria e che, dopo due anni di buio, questo è avvenuto esclusivamente grazie alla Giunta Proietti.
In Umbria funziona così: quando la Giunta regionale fa delle scelte, le responsabilità politiche se le assume fino in fondo. Che a Roma funzioni diversamente ce ne siamo accorti da un pezzo, ma il gioco dello scaricabarile a cui stiamo assistendo in queste ore da parte del Governo e dei suoi rappresentanti umbri è del tutto inaccettabile. Il tentativo di buttare la palla in tribuna per svicolare dai problemi reali delle nostre imprese e dei lavoratori, anziché affrontarli con concretezza e senso di responsabilità, è avvilente.
Preso atto che il Governo, in questa fase di crisi mondiale, non ha alcuna strategia per ridurre il costo dell'energia delle industrie energivore (hard to abate), è bene ricordare che l’articolo 6-bis era esclusivamente in capo all’esecutivo nazionale. Parliamo di 35 milioni di euro all’anno per ciascuna delle annualità dal 2026 al 2030, destinati alle aziende utilizzatrici di un quantitativo di rottame superiore al 90%: considerando che il 2026 è giunto quasi al termine, dove sono queste risorse? Davvero il sottosegretario Prisco ci dice che sono "oggetto di un percorso di notifica alla Commissione europea per la verifica della coerenza con la disciplina in materia di aiuti di Stato".
Da parte sua, la Regione Umbria ha dimostrato nei fatti e nei tempi il totale rispetto degli impegni assunti nell'Accordo di Programma sotto il profilo energetico e ambientale: abbiamo preadottato la legge sull'idroelettrico per l'accesso delle aziende energivore e concluso le istruttorie sulle procedure autorizzative.
Tuttavia, l'ostacolo principale per mettere a terra le agevolazioni previste dall'Accordo è di natura politica, tecnica e contrattuale: le concessioni per la gestione delle grandi derivazioni idroelettriche sono attualmente in capo ad Enel fino al 2029.
Proprio per questo avanziamo una proposta concreta per rispondere all'urgenza del momento: visto che il principale azionista di Enel è il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), chiediamo che il tavolo dell'Accordo di Programma venga aperto formalmente anche alla sua presenza. Il Sottosegretario umbro Prisco faccia sentire la propria voce e chieda al MEF di lavorare affinché Enel anticipi gli impegni contenuti nell’articolo 7 dell’Accordo di Programma, sottoscritto a luglio 2025, cedendo l'energia prodotta dal polo idroelettrico – per il 30% della produzione totale – in favore delle aziende energivore del territorio umbro, compresa Arvedi AST, al full cost di produzione maggiorato di una fee commerciale in linea con il mercato.
La Regione Umbria è totalmente a disposizione e pronta fin da subito ad attuare questa parte strategica dell'accordo, nella ferma volontà di risolvere il nodo cruciale dei costi energetici e rilanciare le nostre imprese in un'ottica di competitività."

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